postato da MadGrin alle ore 02:04
sabato, 16 settembre 2006

Sono un eterno curioso che tutto (o quasi!) vuole vedere, provare, assaggiare

Come lasciarsi sfuggire, quindi, un nuovo, fantastico piatto al “vero” ristorante cinese … ?

Ma procediamo per ordine!

Warwick castleA fine Luglio del 2006 ci trovavamo con alcuni amici a Warwick (UK) in visita ad una nostra amica che stava frequentando una scuola per i dottorati di ricerca in questa ridente (ma non troppo!) cittadina.

 

La sera del nostro arrivo ci fu presentato Hi-Hong (il nome me lo sono inventato ora!), un giapponese che stava a Warwick da diversi anni e con ben poca intenzione di tornarsene a casa.

Per inciso, pare che questi strani figuri (ovvero i giapponesi) tentino di “dimenticare” la lingua natia quando sono all’estero così da migliorare al massimo, parlandolo sempre, il loro inglese.

Quella sera ci toccò assistere ad uno scontro di cocciuti: una cinese che, appassionata di giapponese, continuava a tempestare di domande Hi-Hong nella speranza di raffinare la sua conoscenza della lingua e il giapponese che le rispondeva in inglese per via del suo irremovibile “credo”.

La cinese, Cin-Ciao (si, avete indovinato! Anche questo è inventato) quella sera ci portò nel ristorante cinese del luogo asserendo che i piatti erano molto simili a quelli da lei mangiava in patria…

E infatti il ristorante era ben diverso da quanto mai provato in Italia e tutto (o quasi!) molto molto buono.

ciotola ciboCome spesso capita nei ristoranti esteri la cena si componeva di un unico sostanzioso piatto costituito, in questo caso, da enormi scodelle di riso misto a verdure, pesce, ecc, …

Volendo (e noi “vollimo”!) era possibile avere anche degli antipasti, per la maggior parte ravioli (di vario tipo) e involtini primavera, che venivano serviti in contenitori più piccoli.

 

Fatte le ordinazioni un piccolo esercito di camerieri procedette con il riempire il tavolone rotondo, intorno a cui sedevamo, con una quantità impressionante delle suddette ciotolone e ciotoline. Volendo sperimentare tutti i sapori presenti sulla tavola incominciai la lunga maratona tra le varie ciotoline e, dopo aver fatto il giro di tutti i tipi di ravioli presenti a tavola, mi accorsi che un modello mi era sfuggito, ben nascosto dai ciotoloni di riso e sapientemente parcheggiato vicino al giapponese che attingeva da esso con gusto.

Toto e Peppino a MilanoCon il mio fantastico e fluente inglese (noio volevon savuar) chiesi a Hi-Hong di poter assaggiare la pietanza e, ottenutala, me la buttai allegramente in bocca masticandola con energia e senza neanche guardare cosa mi stessi ingurgitando …

 

Peccato che NON si trattasse assolutamente di gustosi e morbidi ravioli, come inizialmente e con una rapida occhiata avevo supposto, ma di quello che, poi, venne individuato con il nome di “sugnotto”: una orripilante quantità di materia organica grassa e bollita arrampicata attorno ad un frammento di osso buco.ossobuco

Immaginate di prendere la colonna vertebrale di un piccolo animale (tipo un serpente) e di tagliarla con tagli perpendicolari ad essa: otterrete tantissime porzioni del fantastico sugnotto

 

Non riuscii a mangiarne molto e fingendo un colpo di tosse lo scaricai in un fazzoletto sotto il tavolo …

Non lo dimenticherò più… e probabilmente neanche lui mi dimenticherà mai!

Il sugnotto non perdona!

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