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mercoledì, 02 aprile 2008

Burn(s) Patsy, Burn(s)! (seconda parte)

[Finita la pubblicità (aka Pasqua), ecco il secondo episodio della miniserie in tre puntate "Burn(s) Patsy, Burn(s)!"
Per chi l'avesse persa, la
prima puntata è qui]

Il mattino dopo sono un tronco umano e non ho alcuna voglia di assaggiare tutte le delizie che solo un hotel quattro stelle offre per colazione e che la sera prima sognavo con bramosia (dopo quella cazzo di cena da fame).
Appuntamento alle 9.
Alle 8,45 già lo stracciacazzi comincia a chiamarmi: che fantastica giornata mi attende!
Arriviamo in ufficio e mi presentano, non esagero, circa 80 persone: 80 sorrisi, 80 strette di mano, 80 "ti presento l'ing. ...", 80 "piacere sono **** ****", 80 potenziali futuri malati di influenza...
Tra questi, uno dei miei più galanti "ammiratori" (quello che somiglia a
Jean Claude di Sensualità a corte)
Parlando del più e del meno, viene fuori che la sera prima ho cenato da sola e dallo sdegno Jean Claude si trasfigura in "
Madreeee". Gli effetti si vedranno a più riprese qualche ora dopo...
Segue riunione di circa 4 ore, poi pausa pranzo (in cui cerco di spendere poco per cumulare la rimanenza con la cifra che mi spetta per i due pasti e sfruttarla tutta per la cena) e seguito riunione per altre 3 ore.
Finita la rognone e superato l'orario "normale" di lavoro, si potrebbe andare un po' in giro per la città... ma no! Meglio rimanere ore ed ore a sistemare le colonnine ed i colori di un patetico file excel, sempre per non tradire l'immagine di "top manager rampante che lavora fino a tardi ed è tanto impegnato", aspettando l'ora di cena!
Mi squilla il telefono: è Jean Claude che, ormai a casa, si preoccupa che io possa stare sola e mi fa sapere che in qualsiasi momento è disposto a "venire in mio aiuto" e solo dopo le mie rassicurazioni accenna al fatto che - nel caso - sarebbe venuto con la moglie. Sì, come no: dalla cornetta traspare la sua delusione di rapace che vede il coniglietto obeso e zoppo con le meches (aka Patsy) sfuggirgli da sotto il naso dopo una lunga attesa.
Tra l'altro, sempre a pochi minuti dall'ora X del pasto, che ormai per me è un miraggio visto il mio stato semiincoscente causa febbre, vengo a sapere che "adesso andiamo a prendere mio cugino che sta facendo le prove di uno spettacolo teatrale ed andiamo a cena"...
E per chi già immaginasse un giovane parente attore in erba, magari intellettualoide e socialmente impegnato, con cui passare una piacevole serata, penso sia giusto puntualizzare che in realtà il tizio era un ottuagenario rincoglionito impegnato - se non a sorridere ebete grazie alla sua dentiera 18 carati - nelle "recite" che sono tra le attività del prestigioso
rotary club locale. Lo intuisco nel momento in cui arriviamo davanti ad un lussuosissimo hotel che ne è la sede e mi presentano un guazzabuglio di dentiere, parrucconi, gioiellame, mummiume vario.
Dopo la seconda telefonata di Jean Claude (aridaje!), segue una serata "
scisma Lefèvre" : una parte del mummiume, composta dalla moglie del suddetto cugino attore e un'altra coppia di salme si unisce a noi, insistendo per portarci in una pizzeria che "il locale non è un granchè, ma la pizza è buonissima".
Ma come? 'sti riccastri bicentenari non mangiano solo patè, caviale e semolino? Già sospetto che 'sta pizza mi costerà cara, ma devo ricredermi quando arrivo nella bettola, dove effettivamente mangeremo un'ottima pizza napoletana.
La conversazione durante la cena è di altissimo livello: si va da quanti milioni di euro l'anno guadagna il figlio della coppia di salme, a quanti milioni di euro l'anno guadagna l'altro figlio della coppia di salme, rigorosamente in dialetto stretto. Che uno si chiede com'è possibile che l'ex direttore generale di una famosa banca non riesca a coniugare bene neanche mezzo verbo (ma poi si ripensa alla situazione economica italiana e allora tutti i dubbi passano).
Il tutto supervisionato dallo sguardo vacuo del cugino ottuagenario di Monty, che ha esaurito tutte le sue energie fisiche e mentali nello sforzo di ucciderci tutti nel tragitto di 5 minuti rotary/pizzeria, quando, alla guida della sua auto in cui aveva insistito per trasportarci, cercava maldestramente di rispondere al telefono, e di sua moglie, preoccupatissima per via del figlio che a oltre 30 era partito finalmente alla volta di Milano per trombare felicemente con la fidanzata senza la cappa opprimente della genitrice (ma gli consiglierei di spegnere il cellulare).
Io ormai ho gli occhi solo per la mia pizza e sono grata a tutti per il loro blaterare inutile che non mi obbliga a tenere ancora sulla faccia la fantastica espressione alla Heather Paresi che mi contraddistingue in queste occasioni, ma soprattutto perchè sono riusciti a zittire mr Burns, ed incredibilmente anche ad impedirgli di telefonare.
Arriva il momento del conto e rimango stupita nel verificare che ci sono ancora luoghi in cui una pizza costa quanto acqua+olio+farina+condimento+servizio e non quanto un filetto al pepe verde in periodo pre-euro.
Mi stupisce anche il fatto che Monty non perda occasione per fare la figura del pezzente con me - ma del figo con gli altri - offrendo la cena a tutti a mie e sue spese (40 euro in sei: 20 euro per uno con rimborso aziendale). Quindi, in pratica, io
mi sono limitata nel pranzo per offrire la pizza a dei vecchi miliardari.
Li mortacci loro.
E per chi pensasse che la serata a quel punto fosse finita e che il mio letto di hotel 4 stelle fosse finalmente pronto ad accogliere le mie cetacee membra, ecco che si sveglia dal coma la moglie del cugino "attore" che, seppur preoccupata per la nottata del figlio a Milano (vedi sopra) e anzi, probabilmente per distrarsi dall'immagine mentale del figlio che copula selvaggiamente con qualche "svergognata", vuole mostrarmi il centro città.
Mi conducono quindi di nuovo in auto (PAURA) fino ad una zona pedonale in cui tristemente passeggiamo lungo un viale vuoto con le vetrine chiuse (ovviamente: è notte!). Ma non è ancora finita.
"Venite da me a bere qualcosa che vi mostro casa" dice sogghignando l'altra megera, "abito a pochi passi dal centro".
Un'altra chiamata di Jean Claude ("ahò ma te ne vai a dormì? Non c'è trippa pe' gatti!", avrei voluto urlargli mentre mi informa che la moglie è a letto da un pezzo), e sono pronta per
uno dei siparietti più imbarazzanti della mia vita.
Veniamo condotti in un attico enorme, arredato come un mausoleo (ci sono anche le statuine tipo presepi), in cui, scopro, la coppia di "poveri" pensionati vive con la
Mater Suspiriorum, che riesco a scorgere da una porta socchiusa mentre guarda la tv su un canale mal sintonizzato (in una di quelle simpatiche situazioni alla "Suspiria")
Come ci si comporta in questi casi? Non sono una parente, non sono un'amica, nè una moglie, nè una fidanzata. Sono ospite in una casa, vittima della situazione e mi accorgo che anche il mio
chaperon è a disagio quanto me (in pratica, è imbalsamato dall'ingresso al rotary, evento che credevo impossibile).
Allegria a gogo. Tutti sembrano abbastanza assonati ed intorpiditi (a che ora andranno a dormire normalmente 'ste cariatidi? Alle 19? Siamo fuori di almeno 5 ore)
Quando mi sembra passata un'eternità, tanto che cominciavo a temere di ritrovarmi vestita da infermiera, con i capelli bianchi e le calze marroni a 40 denari, a cambiare pannoloni o a mescolare il formaggino nella minestrina a qualche vecchia col deambulatore, i padroni della catacomba si rianimano e a tutti vengono offerti superalcolici e digestivi.
A tutti tranne che a me, ovviamente, che pur avendo superato la trentina, sono solo ad un terzo del percorso rispetto a loro e devo quindi accettare "un gelatino" senza diritto di replica (ed anzi, con il terrore di qualche buffetto inopportuno sulla guancia).
Un "gelatino": a me!
Un "gelatino" del discount. In casa di miliardari. Arimortacci loro.
'sto "gelatino", oltre tutto, era una palla di ghiaccio da mangiare con un cucchiaino. Stavo per mettermela sul naso tipo foca ammaestrata dalla disperazione.
E forse era proprio quello che volevano.
Sotto lo sguardo impaziente della moglie del cugino, che a quel punto smaniava dalla voglia di andare via (probabilmente a causa di una improvvisa visione del figlio "in azione" con la fidanzata, provocata dal digestivo), cerco di sciogliere il ghiaccio ad alitate, sorbendo velocemente pezzi di iceberg (il che, devo dire, ha giovato alle mie tonsille di
alpacca).
Torniamo in auto, e mentre prego di raggiungere sana e salva la mia stanza, ecco l'idea geniale: andiamo a vedere la città di notte dall'alto della rocca!
In auto, con un ottuagenario ormai alticcio alla guida.
Ma la notte di "follie" questi proprio con me la devono fare?!?!
Cacca ad ogni curva.
(Ari-arimortacci loro)
Arrivati a destinazione, ci accorgiamo che alla rocca ci stanno solo coppiette che trombano in macchina.
Mi nascondo con i
Nani Moretti nei sedili della vettura dalla vergogna.
E' fortunatamente l'ultima che mi tocca subire... per oggi.
In albergo, dopo l'ultimo sms di Jean Claude che mi augura la buona notte (comincio ad avere paura di questo tizio) prima di dormire mi "rilasso" con il finale di Matrix in cui al solito l'argomento è un efferato delitto: spengo tutto prima perdere il controllo e cominciare a prendere appunti.
E finalmente mi eclisso.

Continua...

Patsy, Nana Moretti ad honorem

PS: Ma sono davvero l'unica a cui capitano 'ste cose allucinanti? Perchè sempre a me? Che ho fatto di male?!?

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