When I wanted to be a Killer Queen
Il più piccolo dei miei fratelli ha sei anni più di me. Essendo stato per sei anni l'incontrastato figlio minore, non penso che il mio arrivo gli abbia fatto molto piacere: oltre a malmenarmi frequentemente e senza motivo, si è sempre divertito a spacciarmi per vere delle cazzate stratosferiche a cui io, con la fede cieca che una sorellina ha nei fratelli maggiori, ho sempre abboccato sin dalla più tenera età.
Per esempio, mi aveva convinto che mia zia era Rita Pavone (solo poco più tardi mi resi conto che Rita, pur essendo il mio mito, con la sua voce, la pappa con il pomodoro e Gianburrasca, non reggeva il confronto con mia zia di almeno 20 anni più giovane - zia perdonami!!!).
Bustafà (questo il uno degli ultimi soprannomi affibbiati al suddetto fratello) è sempre stato un grande fan dei Queen. Per un periodo è riuscito a convincermi che lui e gli altri miei fratelli fossero i veri membri del gruppo in incognito.
Io non capivo come potessero essere così diversi, eppure la fiamma della fede cieca delle sorelline ardeva forte in me, e poi - cazzo! - avevo quattro anni (e dei Queen conoscevo solo le copertine dei dischi)!! A quattro anni puoi immaginare che i tuoi fratelli si mettano un paio di baffoni finti o si tingano di biondo (per quanto la cosa ora mi faccia rabbrividire) e siano i musicisti migliori del mondo e sei fiera del fatto che ti abbiano messo al corrente di questo grande segreto.
Gli anni passarono, la verità venne a galla, ma la "fede cieca delle sorelline" non mi abbandonò, neanche dopo essermi schiantata per le scale di un cortile con la bicicletta mentre Bustafà, che avrebbe dovuto insegnarmi ad andare, se ne stava per cavoli suoi a bullarsi con delle ragazzette.
Neanche la passione per i Queen mi abbandonò, perciò erano numerosi i pomeriggi che mi vedevano protagonista di concerti e videoclip (immaginari ovviamente), mentre con un microfono collegato allo stereo cantavo "Killer Queen", sognando di essere una Regina Assassina "extraordinarily nice", "guaranteed to blow your mind"...
In realtà già ad 8 anni i vestiti di Freddy Mercury mi sarebbero stati stretti, tanto è vero che Bustafà (sempre lui!) mi disegnava delle barchette sulla panza per vederle ondeggiare quando facevo una pseudodanza del ventre (cosa che mi riesce abbastanza bene tutt'ora!); però era bello avere la speranza di essere un giorno una Killer Queen (per quanto all'epoca forse non capissi che in realtà si parlava di un mignottone snob e pure omicida!).
Forse se mi avessero fatto conoscere gli ABBA, avrei sognato di essere una Dancing Queen, oppure una Killer Dancing Queen, oppure una Dancing Killer Queen, e se fossi stata inglese una Killer Dancing God Save The Queen... va beh...
E spesso quando guardo le persone mi chiedo, quali siano stati i loro sogni da bambini e come si sentano quando ci ripensano, chiusi in un ufficio, mentre riparano lo scarico del cesso di qualcun altro, mentre sono in mezzo al traffico, mentre rimboccano le coperte ai loro figli che a loro volta sognano... probabilmente qualche cagata, tipo "diventare un Gormita" (qualsiasi cavolo di cosa essi siano) o di "farsi le sopracciglia spinzettate come quello dei Tokio Hotel" (qualsiasi cavolo di cosa essi siano)
Puah! 'sti giovini d'oggi: i miei sì che erano bei tempi...
MUHUAHAHAHAHAH
Melancholic Patsy