Nel precedente post mancava la componente gaya, lo so!
E’ che preso dal filo dei miei ricordi ero partito con l’idea di descrivervi un episodio ma l’introduzione è divenuta così corposa da meritare un post a parte.
Rimedio subito.
Le coordinate spazio-temporali sono sempre quelle: Crotone 1996!
La vita nel villaggio si svolge in modo tipico: ci si alza all’ora di pranzo, si fa colazione all’ora della merenda, si va in spiaggia nel pomeriggio, si cena a mezzanotte e incomincia la vita notturna.
Spesso questa costituiva nell’arrivare nell’arena del villaggio, fulcro delle attività dell’animazione, per osservare il paesaggio, un po’ malinconico, di una festa finita oramai da ore: cartacce, qualche palloncino bucato, qualche coppietta attardatasi ad esplorarsi le reciproche cavità orali, ecc...
Quello che capita, insomma, ad avere degli orari “leggermente” sfalsati rispetto a quelli degli altri!! 
In una di queste sere accade il “fattaccio”!
Io e il mio gufico amico (gufico perché amante dell’omonimo volatile da cui ha preso il nickname e la sua passione per il collezionismo di oggetti che ne richiamassero la forma) passeggiavamo allegri per la strada sterrata che conduceva dall’abitato al mare. Finalmente una delle attività del villaggio si svolgeva a tarda serata (un falò sulla spiaggia) e saremmo riusciti a prendervi parte.
Quel tratto di strada, che i più pigri abitanti dei vari bungalow percorrevano per l’occasione con l’auto, era, in quel momento, frequentata solo da noi due.
Gli altri amici del gruppo ci avevano preceduto e altri ci avrebbero seguito.
Saltuariamente una macchina ci passava accanto sfrecciando a media velocità e alzando un simpatico polverone.
Guf, che è un gran bravo ragazzo, non si fa pregare più di tanto e accostatosi ad un grosso cilindro di cemento armato lo annaffia con sommo piacere.
Madre Natura ha disseminato il mondo di suoi figli, alcuni volano, altri scavano, altri
strisciano e altri ancora corrono. Molti possono fare più di una cosa contemporaneamente e ad alcuni piace eleggere i grandi cilindri di cemento a loro dimora. Tra questi il rinoceronte volante di cui vi mostro una sua foto in tutta la sua sontuosa e cheratinica corticosa bellezza (cito Guf).
Queste simpatiche creaturine non disdegnano di improvvisare un repentino trasloco qualora si presentasse loro un domicilio più accogliente … per esempio il caldo e confortevole panno di un pantalone?
Fatto sta che dopo essersi riabbottonato Guf riprende a camminare con me al suo fianco quando lo vedo piegarsi in due afferrandosi una coscia con il volto stravolto da una espressione di dolore sorpresa e angoscia all’urlo: “Fermalo!! FERMALOOOO!!” e poi “Slacciami i PANTALONI!! CORRI!!”
Fatto sta che da lì a pochi minuti mi ritrovo, mentre Guf bloccava la perniciosa creatura con le mani, in ginocchio (a causa della scarsa visibilità e dimestichezza nello slacciare pantaloni che non indossassi in prima persona) e sul ciglio della strada a liberare l’amico dal cliente indesiderato!
E’ chiaro che, come vuole la tradizione, in quel momento la strada prima deserta, incominciasse a popolarsi di un discreto afflusso di auto che curiosamente, passandoci accanto, rallentava per meglio osservare la poco equivocabile scena!
Quell’estate si rimorchiò molto poco (leggasi 0 ragazze!) … Ma molte furono le proposte da parte del sesso “sbagliato”!
Gaye esperienze (1)
Nel logoro taccuino della mia consunta memoria sono pochi gli episodi che continuano a mantenere una certa attinenza con i fatti realmente accaduti invece di trasformarsi in leggenda e venire stravolti dalle continue ripetizioni agli amici.
Uno di questi riguarda il fatto accaduto nell’ormai lontano
L’esordio di questo gruppo di romani nel villaggio turistico, dove avevamo prenotato, non fu dei migliori.
Dopo aver viaggiato per ore e ore sulle scassate auto che all’epoca le nostre finanze
ci permettevano arrivammo ricoperti tutti, indipendentemente da sesso ed età, da quel sottile strato di appetitosa sugna che il nostro corpo ama trasudare con rispettosa perseveranza quando il sole a canocchia colpisce duramente rendendo i nostri corpi belli lucidi e unti.
E cosa c’è di meglio della piscina del villaggio turistico per rimuoverla rapidamente trasformando le azzurre e cristalline acque in fanghiglia pronta per essere inscatola ed essere venduta come crema sciogli pancia da Wanna Marchi?
Peccato che mentre sguazzavamo allegramente nella piscina prodigandoci nel mistico miracolo della transumanza dell’acqua in fango la piscina, fino a pochi minuti prima vuota data la tarda ora, si incominciava a riempire sempre più di frequentatori vestiti di tutto punto accorsi per festeggiare la fine della loro settimana di permanenza in quello che era segnalato dappertutto (ma che noi avevamo bellamente ignorato) come il “Gran Party dell’animazione – Si raccomanda l’abito scuro!”
Ma forse sono uscito leggermente fuori tema …
Ho visto cose...
E' curioso notare come l'azienda in cui lavoro sia un microcosmo variegato in cui è possobile trovare personaggi di ogni tipo...
La scorsa settimana, al bar aziendale è comparsa una ragazza (in realtà, non proprio giovanissima), con indosso un paio di jeans un po' particolari: praticamente quella che di solito è la striscia di tessuto sotto i passanti della cintura era sostituita da una più apprezzata (per lo più dalla componente maschile dei presenti) striscia di tessuto umano (leggasi "chiappe"), con tanto di perizoma rosso a vista.
Come se non bastasse, mentre a destra e a manca i commenti si sprecavano, qualcuno ha pensato bene di gridarle "BALDRACCA!" 
E questo è niente...
Ricordo un paio di anni fa, nel periodo di Natale, quando al rinfresco di settore un tizio si presentò vestito da Babbo Natale: inizialmente accolto con fintissimo entusiasmo, dopo circa 15 secondi non solo venne ignorato, ma si ritrovò al centro della sala per spiegare i motivi che l'avevano spinto all'"insano" gesto...
La cosa fu così imbarazzante da rendere preferibile un'eventuale crocifissione in sala mensa!
Fu una delle scene più triscti e patetiche a cui mi è capitato di assistere e so che non sarà l'ultima... SOB!
Patsy - l'aliena che viene dai baccelli 
Abitualmente, in palestra, vado per fare due lezioni consecutive così da massimizzare il tempo necessario agli spostamenti (non che la palestra mi sia così lontana ma … ) e contribuire in modo drastico alla lotta contro l’adipe.
Per rilassare le stanche membra non disdegno, inoltre, un salto nel termario che è costituito da 3 sezioni separate: bagno turco, sauna e idromassaggio.
Normalmente le tre sezioni vanno visitate (o almeno così faccio io) nell’ordine in cui le ho elencate e se si è particolarmente machi o pazzi tra una sezione e l’altra bisognerebbe passare sotto una bella doccia gelata.
Durante la permanenza nel termario, essendo misto, non si disdegna mai di scambiare due chiacchiere con la bella costumata ragazza che può a volte capitare.
Questa situazione è considerata: PERICOLOSISSIMA!!!
Generalmente, infatti, la suddetta bella esponente del gentil sesso compare nel termario quando oramai lo sforzo per resistere al calore inumano che una delle sezioni ci sta propinando è arrivato al punto di non ritorno.
Ma voi vorreste essere così scortesi da uscire dalla stanza infernale appena lei vi ha messo piede?
La situazione si complica ENORMEMENTE se lei è anche una vostra amica che non vedete da tempo e ha anche tantissime cose… lunghe cose da raccontarvi … :’(
Conclusione?
Se si riesce ad uscire dal girone infernale, a trascinarsi per i lunghissimi (ma erano così lunghi all’andata?) corridoi della palestra, a spingere la porta dello spogliatoio (ma era così pesante prima?) e ha ingollare due caloricissime e sugose caramelle atte a ridare un minimo di energia ad un corpo prosciugato come una spugna di mare abbandonata nella Death Valley allora sarete salvi…
Ma nn vi dimenticherete mai che per tutta l’interminabile strada che vi ha portato alla salvezza, vicino a voi, la visione della madonna in pantacollant e scaldamuscoli ha continuato a ripetervi: “Fesso! Guarda come ti sei ridotto!!!”

Piazza della Repubblica (a Roma) era strapiena di gente aperta (di mente eh? Non incominciate a pensare malizioso!) che non si faceva influenzare dall'involucro che la grande ruota della fortuna, girando all'atto del concepimento, ci attribuisce andando a vestire il nostro io con un corpo da uomo o da donna.
Era piena di gente che voleva amare, stringere a sé la persona che più le regala emozioni, la fa volare e la rende felice.
La sfilata é stata una grande festa itinerante fatta di canzoni, inni, balli e fischi!

Eccoli qua!
Finalmente abbiamo trovato un nome anche agli altri batuffoloidi!
Nell'ordine abbiamo, oltre al già noto Stoddo (di seguito, prima in versione "fruttarolo" 
e poi in versione "meglio figo del bigonzo"):

i suoi fratellini Micco I (in questa foto mentre sbrana allegramente il povero Stoddo):

e Fürby (il "dominatore" del gruppo, chiamato così in paragone ai fratelli babboni):

Manca all'appello Micco II (gemello di Micco I): da qualche giorno non si vede in giro, ma si dice che a mensa l'altro ieri c'era un coniglio che era la fine del mondo...
Patsy la gattara
Vi preeeego, ditemi che mi passerà!
Sono da poco tornata dalla palestra dopo lo spinning.
Sto scrivendo con le lacrime agli occhi: praticamente le mie pubenda sono ridotte un purè!
E ora vi spiego il perchè:
NONOSTANTE avessi messo il coprisellino E i ciclisti imbottiti, verso metà lezione comincio a sentire un antipatico dolore in zona sellino ma "tanto ho i ciclisti imbottiti", passerà...
Il bruciore si fa più intenso e comincio ad agitarmi mentre pedalo come se stessi prendendo la 220V
Resisto stoicamente, dando una "rimestata" ai calzoncini ogni tanto, sotto lo sguardo un po' sornione e divertito dell'istruttrice, che passando mi da consigli sulla posizione dei piedi...
A fine lezione, l'insegnante, con tanto di microfono, mi fa "eh, ho visto che soffrivi, ti si era spostato il coprisella" (in effetti poi mi sono resa conto di averlo DI TAGLIO proprio lì!)
Ma io dico, ma MANNAGGIA LA ZOZZA SBOMBALLATA SBULLONATA SDERENATA GOBBA, ma me lo vuoi dire prima?!!?! Praticamente sono andata "alla bersagliera" (cfr. il film "Fantozzi contro tutti", di cui è possibile trovare un videocontributo qui) per più di mezz'ora e non mi dici una cippa!?!?!
Con una faccia di legno da far invidia a pinocchio, tiro fuori un mezzo sorrisetto e bofonchio qualcosa sotto lo sguardo di TUTTI gli altri che mi stanno fissando in silenzio, immaginando di sfracellarle il cranio facendo girare a mulinello i pedali della bike...
Adesso spero solo che questo momento passi al più presto, si accettano scommesse.
Patsy v. purea
Il potere delle parole (e della musica)...
Questo post nasce dopo aver ascoltato, sulla compilescion auannasghescion del festivalbar, la nuova versione di Katie Melua di "Just like heaven" dei The Cure, che è la soundtrack del film "Just like heaven" in italiano "Se fosse vero".
Inutile ribadire che le canzoni dei The Cure sono dei gioielli che mi fanno "rintorcinare le budella"...
The Cure - "Just Like Heaven"
"Show me show me show me how you do that trick
The one that makes me scream" she said
"The one that makes me laugh" she said
And threw her arms around my neck
"Show me how you do it and I promise you
I promise that I'll run away with you
I'll run away with you"
Spinning on that dizzy edge
I kissed her face and kissed her head
And dreamed of all the different ways I had
To make her glow
"Why are you so far away?" she said
"Why won't you ever know that I'm in love with you?
That I'm in love with you?"
You Soft and only
You Lost and lonely
You Strange as angels
Dancing in the deepest oceans
Twisting in the water
You're just like a dream...
Daylight licked me into shape
I must have been asleep for days
And moving lips to breathe her name
I opened up my eyes
And found myself alone
Alone Alone above a raging sea
That stole the only girl I loved
And drowned her deep inside of me
You Soft and only
You Lost and lonely
You Just like heaven
~
Proprio come il paradiso
(Traduzione presa da angolotesti.leonardo.it)
"mostrami come fai quel gioco
quello che mi fa gridare" diceva
"quello che mi fa ridere" diceva
e mi buttava le braccia attorno al collo
"mostrami come fai e ti prometto
che verrò via con te"
volteggiando sul ciglio della vertigine
Baciai il suo viso e la sua fronte
E sognavo tutti gli svariati modi che avevo
Per farla risplendere
"perché sei cosi distante?" diceva
"perché non vuoi mai sapere che sono innamorata di te?"
tu
dolce e unica
tu
sperduta e sola
tu
misteriosa come gli angeli
danzando negli oceani più profondi
confondendoti nell'acqua
sei come un sogno...
la luce del giorno scolpiva il mio profilo
dovevo essere rimasto addormentato per giorni
muovevo le labbra sussurrando il suo nome
aprii i miei occhi
e mi trovai solo con me stesso
solo sopra un mare burrascoso
che aveva rubato l'unica ragazza che amavo
e l'aveva affogata giù, dentro di me
tu
dolce e unica
tu
sperduta e sola
tu
proprio come il paradiso
Patsy 
Viva viva la compilescio (auannasghescio)
Oggi per aiutarmi a sostenere il peso delle borse che ho sotto gli occhi, nonchè superare i sensi di colpa per un week end ad alto tasso glicemico e cercare di non avvertire i tranci di torta e sugna ingurgitati ed ora ancorati alle mie chiappe, ho avuto la malaugurata idea di ascolare la "meravigliosa" compilescion (auannasghescio) blu del festivalbar 2006 che mi hanno prestato: 'na merda!!!
Ma che è 'sta roba?
A parte 4, 5 canzoni che ho già assimilato dal martellamento radiofonico, quindi non fanno testo, il resto è agghiacciante!
Aaaaargh! Basta!!!
Urge depurazione dell'apparato uditivo tramite applicazioni massicce dei The Cure!!!
Oh... va già meglio .... la voglia di vomitare sta scemando, scemando, scemando... CRESCENDO scemando scemando...
Sparita! (cfr. I Simpson ep. 2F03 "La paura fa novanta V")
Patsy v. zombie 
Batuffoloide
Vi presento Stoddo:

Non è un meraviglioso batuffolo di tenerezza?
E' il più bello dell'ultima cucciolata di una delle miriade di gatti nel cortile del mio ufficio.
Pur non essendo bianco come gli altri, per me è il più dolce ed espressivo, con quell'aria continuamente spaesata, la peluffa di un colore indefinito (un misto di bianco, grigio e rosso sbiadito), il suo modo buffo di approcciarsi verso i fratellini e le sorelline, il suo zampettare senza una meta precisa, sempre nel luogo sbagliato al momento sbagliato:
- in pieno sole quando gli altri sono all'ombra
- a guardarsi intorno mentre gli altri mangiano
- ingabbiato in una una cassetta di plastica rovesciata, mentre tutti sono fuori a giocare tra loro...
insomma, mi ricorda terribilmente me!
ODDIO, sto diventando una TENERONA!

Piiiippopippopippopippo...
Patsy v. batuffoloide